Il lavoro da remoto è ormai consolidato anche per le persone che risiedono nei Paesi limitrofi ma lavorano in Svizzera – i cosiddetti lavoratori frontalieri. Per i dipartimenti HR in Svizzera, tuttavia, ciò comporta una maggiore complessità: sicurezza sociale e fiscalità seguono regole diverse – ed è proprio qui che nella pratica sorgono i maggiori rischi.
Questo contributo riassume in modo sintetico i punti principali.
Dal 2023 è in vigore un accordo multilaterale tra la Svizzera e gli Stati UE/AELS. Questo accordo consente ai lavoratori frontalieri di lavorare parzialmente in home office nel Paese di residenza senza che il loro status di sicurezza sociale cambi.
In concreto: finché i collaboratori lavorano meno del 50% nel Paese di residenza, restano assicurati nel sistema svizzero.
Per le HR è però fondamentale: questa regola si applica solo se sono soddisfatti tutti i requisiti – in particolare un certificato A1 valido e una corretta documentazione dei giorni lavorativi.
Ulteriori informazioni sono disponibili presso l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali:
👉 Telelavoro
Un punto centrale per le HR: la regola del 50% non si applica automaticamente alla fiscalità.
Mentre la sicurezza sociale è coordinata, le norme fiscali si basano su accordi bilaterali. Ciò significa che, a seconda del Paese di residenza, si applicano limiti diversi – spesso più restrittivi.
Nella pratica, è quindi sempre necessario considerare separatamente i due livelli:
Per i lavoratori frontalieri residenti in Francia entreranno in vigore nuove regole permanenti a partire dal 1° gennaio 2026.
In futuro:
Per le HR questo significa maggiore certezza nella pianificazione – ma anche una gestione più precisa dei giorni lavorati.
Inoltre, verrà introdotto uno scambio automatico di dati. Le quote di home office diventeranno così più trasparenti, aumentando ulteriormente i requisiti in termini di controllo interno.
Maggiori dettagli sono disponibili presso la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali:
👉 Accordo aggiuntivo alla Convenzione tra la Svizzera e la Francia contro la doppia imposizione
L’home office per i lavoratori frontalieri funziona – ma non senza una gestione chiara. Sono particolarmente importanti:
In particolare per quanto riguarda il monitoraggio, nella pratica si osserva che le soluzioni manuali (ad es. Excel) raggiungono rapidamente i loro limiti. Sistemi specializzati o soluzioni software possono aiutare a tracciare automaticamente i giorni lavorativi, monitorare le soglie e garantire la conformità.
I modelli di lavoro flessibili restano possibili – ma solo entro chiari limiti normativi. Per le HR questo significa: meno intuito, più sistema.
L’utilizzo di strumenti adeguati può essere determinante per ridurre i rischi e mantenere sotto controllo l’onere amministrativo.
👉 Supportiamo le aziende proprio in questo ambito – dalla strutturazione fino a soluzioni digitali per la registrazione e il monitoraggio dei giorni di home office dei lavoratori frontalieri.
Per questo abbiamo sviluppato il nostro nuovo “modulo frontalieri” per voi!
Saremo lieti di presentarvi le nostre soluzioni.