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Regole di home office per i lavoratori frontalieri

Scritto da Xenia Müller | 7-apr-2026 11.32.17

Il lavoro da remoto è ormai consolidato anche per le persone che risiedono nei Paesi limitrofi ma lavorano in Svizzera – i cosiddetti lavoratori frontalieri. Per i dipartimenti HR in Svizzera, tuttavia, ciò comporta una maggiore complessità: sicurezza sociale e fiscalità seguono regole diverse – ed è proprio qui che nella pratica sorgono i maggiori rischi.

Questo contributo riassume in modo sintetico i punti principali.

La base: la regola del 50% nella sicurezza sociale

Dal 2023 è in vigore un accordo multilaterale tra la Svizzera e gli Stati UE/AELS. Questo accordo consente ai lavoratori frontalieri di lavorare parzialmente in home office nel Paese di residenza senza che il loro status di sicurezza sociale cambi.

In concreto: finché i collaboratori lavorano meno del 50% nel Paese di residenza, restano assicurati nel sistema svizzero.

Per le HR è però fondamentale: questa regola si applica solo se sono soddisfatti tutti i requisiti – in particolare un certificato A1 valido e una corretta documentazione dei giorni lavorativi.

Ulteriori informazioni sono disponibili presso l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali:

👉 Telelavoro

Fiscalità: regole proprie per ogni Paese

Un punto centrale per le HR: la regola del 50% non si applica automaticamente alla fiscalità.

Mentre la sicurezza sociale è coordinata, le norme fiscali si basano su accordi bilaterali. Ciò significa che, a seconda del Paese di residenza, si applicano limiti diversi – spesso più restrittivi.

Nella pratica, è quindi sempre necessario considerare separatamente i due livelli:

  • Sicurezza sociale (fino a <50%)
  • Fiscalità (specifica per Paese)

Francia dal 2026: regole più chiare, ma più rigide

Per i lavoratori frontalieri residenti in Francia entreranno in vigore nuove regole permanenti a partire dal 1° gennaio 2026.

In futuro:

  • Fino al 40% di home office → la tassazione resta in Svizzera
  • Oltre il 40% → tassazione proporzionale in Francia


Per le HR questo significa maggiore certezza nella pianificazione – ma anche una gestione più precisa dei giorni lavorati.

Inoltre, verrà introdotto uno scambio automatico di dati. Le quote di home office diventeranno così più trasparenti, aumentando ulteriormente i requisiti in termini di controllo interno.

Maggiori dettagli sono disponibili presso la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali:

👉  Accordo aggiuntivo alla Convenzione tra la Svizzera e la Francia contro la doppia imposizione

Cosa devono fare concretamente le HR ora

L’home office per i lavoratori frontalieri funziona – ma non senza una gestione chiara. Sono particolarmente importanti:

  • Limiti interni chiari per l’home office per ciascun Paese
  • Monitoraggio continuo dei giorni lavorativi
  • Separazione tra aspetti fiscali e di sicurezza sociale
  • Documentazione accurata (ad es. A1)
  • Sensibilizzazione dei responsabili


In particolare per quanto riguarda il monitoraggio, nella pratica si osserva che le soluzioni manuali (ad es. Excel) raggiungono rapidamente i loro limiti. Sistemi specializzati o soluzioni software possono aiutare a tracciare automaticamente i giorni lavorativi, monitorare le soglie e garantire la conformità.

Conclusione

I modelli di lavoro flessibili restano possibili – ma solo entro chiari limiti normativi. Per le HR questo significa: meno intuito, più sistema.

L’utilizzo di strumenti adeguati può essere determinante per ridurre i rischi e mantenere sotto controllo l’onere amministrativo.

👉  Supportiamo le aziende proprio in questo ambito – dalla strutturazione fino a soluzioni digitali per la registrazione e il monitoraggio dei giorni di home office dei lavoratori frontalieri.

Per questo abbiamo sviluppato il nostro nuovo “modulo frontalieri” per voi!

Saremo lieti di presentarvi le nostre soluzioni.